Terra di confine

Una risoluzione contro la colonizzazione israeliana nei territori palestinesi occupati sarà deposta dal Libano, portavoce dei paesi arabi al Consiglio di sicurezza dell’ONU.

La Palestina intende affidarsi al mondo intero per bloccare la colonizzazione delle zone occupate dallo stato ebraico in seguito alla Guerra dei sei giorni, inclusa Gerusalemme Est, e lo farebbe, per una volta, nel modo più indicato in questi casi: attraverso l’uso dei cavi diplomatici, nella fattispecie durante il prossimo Consiglio delle Nazioni Unite.

Il famigerato testo in questione circola dal 21 Dicembre scorso e potrebbe essere votato nei prossimi giorni in quanto i Palestinesi, che godono dello status di osservatore nel Consiglio, sperano di approfittare del dibattito mensile riguardo alle questioni mediorientali per sottomettere la risoluzione al voto.

Il possibile inconveniente potrebbe venire dagli Stati Uniti, che assieme a Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, in quanto membro permanente dell’organizzazione gode di diritto di veto. Leer más de esta entrada

Narco-tizzati

In Messico nel 2010 più di 15.000 persone sono state uccise, coinvolte in regolamenti di conti legati al narcotraffico e al crimine organizzato.

Il governo di Felipe Calderon ha svolto un conteggio rivelando un numero tragicamente cospicuo di persone uccise dal narco, nel solo anno duemiladieci: quindicimiladuecentosettantatre. Il doppio rispetto al 2009, il triplo se si comparano con il 2008.

Questa la triste realtà che il grande paese ispano-americano si trova a fronteggiare quotidianamente: una realtà fatta di sangue, fatta di morte, fatta di cartelli criminali senza scrupoli per i quali uccidere è solo un altro modo di perseguire i propri fini ‘imprenditoriali’ e niente più.

La politica che vige in Messico è la seguente: se una famiglia ha bisogno del controllo di un bar, ad esempio, per spacciarvi la propria droga, semplicemente ordina al proprietario di cambiare la politica del locale e, se il poveretto si rifiuta di vedere la sua sala tequila trasformata in un rendez-vous alla Pablo Escobar si ritrova ad un angolo della strada, magari con arti mozzati o brutalmente decapitato. Leer más de esta entrada

Euro flagello dell’Europa

I leader dell’Unione si incontrano per la prima volta nella storia del Consiglio Europeo per discutere un piano che stabilizzi la moneta unica.

I grandi del vecchio continente si sono incontrati a Bruxelles al fine di trovare nuove riforme e stratagemmi per assicurare all’euro una maggiore stabilità.

Tra questi nuovi espedienti pensati durante il summit, figurano gli eurobonus, che vedremo più tardi, e l’ampliamento sia del fondo istituito per la ripresa economica greca, sia del capitale della BCE.

Ma le nuove iniziative, si sa, non trovano mai il consenso di tutti, così mentre da una parte alcuni paesi intendono avviare le riforme, dall’altra i padroni d’Europa di sempre, vale a dire Francia e Germania, vi si oppongono veemente, soprattutto alla faccenda degli eurobonus, nient’altro che un aiuto aggiuntivo nel pagare i debiti statali per i paesi con un ‘portafogli’ meno gonfio.

Purtroppo se le cose continuano a procedere come stanno facendo fin’ora questo sarà l’ennesimo sommet sull’euro che non porterà a niente di fatto, che risponderà in maniera sempre troppo timida rispetto alle esigenze europee quando invece va trovata una soluzione permanente e duratura.

Intanto tutti questi dibattiti sulla pessima situazione finanziaria che oprime l’eurozona non fanno altro che produrre un impatto negativo sulle borse che in questi giorni sono state colpite duramente.

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Australia in prima linea per il futuro dell’Afghanistan

Julia Gillard, Primo Ministro Australiano, accingendosi a partecipare al summit della NATO riguardante la questione afghana, in una lettera alla nazione comunica l’intenzione di Canberra di restare in Afghanistan per lo meno fino al 2014.

‘L’Australia è con l’Afghanistan e resterà al suo fianco fino a quando la situazione politica nel paese non si sarà stabilizzata.’

Queste parole confermano appieno la convinzione e la fermezza di Julia Gillard nel continuare ad inviare truppe in terra afghana nella missione di pace condotta dalla NATO in quanto sente che è dovere dell’Australia portare la democrazia nel paese asiatico impedendogli di tornare ad essere il paradiso dorato del terrorismo e dell’integralismo islamico. Leer más de esta entrada